carciofo

Carciofo, storia e proprietà

INTRODUZIONE
Il carciofo (Cynara scolymus, Asteraceae) è un membro della famiglia delle margherite, il genere Cynara ha poche specie associate e la classificazione delle specie all’interno di questo genere continua ad evolversi. Nel XVIII e XIX secolo si credeva che ci fossero tre specie di Cynara. In uno studio del 1992, una revisione tassonomica del genere ha proposto il riconoscimento di otto specie di Cynara e quattro sottospecie. Attualmente, il database di Plants of the World Online (POWO) della Royal Botanic Gardens, Kew, include 10 specie di Cynara riconosciute. Sebbene gran parte della letteratura abbia trattato Cynara cardunculus e Cynara scolymus come specie separate, quest’ultimo è ora considerato sinonimo di Cynara cardunculus. Cynara cardunculus è un complesso di specie che contiene tre taxa: carciofo (var. scolymus), cardo coltivato o frondoso (var. altilis), e cardo selvatico perenne (var. sylvestris), quest’ultimo si credeva che fosse il progenitore selvatico di entrambe le varietà, altilis e scolymus. Esistono anche due sottospecie accettate, Cynara cardunculus subsp. flavescens e Cynara cardunculus subsp. zingaroensis. Il carciofo di Gerusalemme o Topinambur (Helianthus tuberosus, Asteraceae), originario di alcune zone del Canada e degli Stati Uniti, non deve essere confuso con il carciofo o il cardo che non sarà parte di questo articolo. Cynara cardunculus è una pianta perenne con una rosetta di grandi foglie pennate verdi sopra, bianche sotto, e fortemente venate. Dal secondo anno di crescita, sbocciano sugli steli ramificati, dei grandi capolini di fiori tubolari viola. Il ricettacolo fiorale carnoso alla base delle brattee dell’infiorescenza è commestibile e costituisce il popolare alimento noto come cuore di carciofo. Questo articolo si concentra principalmente sulle sostanze medicinali del carciofo, tra cui:
  • “Cynarae folium”, descritto nella Farmacopea Europea come la foglia secca intera o tagliata di Cynara cardunculus (syn. Cynara scolymus), contenente minimo 0,7% di acido clorogenico;
  • “Cynarae flos”, definito come la parte inferiore fresca dell’infiorescenza, cioè le brattee involucrali e il ricettacolo, contenente minimo 0,1% di cinarina.
L’areale originario di C. cardunculus si trova nell’Europa meridionale mediterranea (Portogallo, Spagna, Francia, Italia e i Balcani occidentali), le Isole Baleari della Spagna, parti di Macaronesia (cioè Isole Canarie della Spagna e arcipelago di Madeira in Portogallo) e Africa settentrionale (Marocco, Algeria, Tunisia e Libia). La sottospecie flavescens è originaria di gran parte dello stesso areale, mentre la sottospecie zingaroensis è originaria della Sicilia. Recenti ricerche suggeriscono che il luogo d’origine di Cynara cardunculus è probabilmente l’Italia meridionale e molto probabilmente la Sicilia. L’evidenza suggerisce anche che il carciofo è stato addomesticato in Sicilia circa 2.000 anni fa, sebbene i primi tentativi noti di selezione risalgano al XV secolo nei giardini dei monasteri italiani. Recentemente sono state emanate diverse normative europee per la promozione sul mercato di ecotipi di carciofo differenti (sottopopolazioni geneticamente distinte che sono particolarmente adattate a particolari condizioni ambientali) con indicazione geografica Protetta (IGP) o denominazione di origine protetta (DOP). Ad esempio, in Italia, abbiamo, tra le altre, le seguenti sottospecie:
  • Carciofo bianco di Pertosa;
  • Carciofo violetto di Castellammare, di Montelupone, di Sant’Erasmo, di San Luca, di Toscana, siciliano;
  • Carciofo di Procida, Masedu, Perinaldo, Pietrelcina, Orte, della Val Stirone;
  • Carciofo spinoso di Menfi;
  • Carciofo romanesco del Lazio IGP;
  • Carciofo di Paestum IGP;
  • Carciofo brindisino IGP;
  • Carciofo astigiano del sorì.
Queste sottopopolazioni sono prodotte con un particolare disciplinare per preservare le caratteristiche fisiche e chimiche, le proprietà organolettiche. In Spagna, la varietà di carciofo Alcachofa de Benicarló, Blanca de Tudela è un IGP coltivata vicino alla costa del Baix Maestrat, provincia di Castellón, Comunidad Valenciana. Al di fuori della sua area nativa, Cynara cardunculus è una specie invasiva (ad esempio, in Sud America, Oceania e gli Stati Uniti occidentali), rilasciando composti allelochimici nell’ambiente che inibiscono la germinazione o la crescita di piante autoctone potenzialmente competitive nei dintorni di crescita del carciofo. I principali paesi di produzione dei fiori (boccioli) immaturi di Cynara cardunculus per il commercio di alimenti freschi in termini di ettari raccolti nel 2019, in ordine sono: Italia, Egitto, Spagna, Cina, Perù, Algeria, Francia, Argentina, Tunisia, Turchia, Marocco e Stati Uniti. Nel 2019 il commercio mondiale in termini di carciofi freschi è stato guidato da 6 paesi: Spagna, Egitto, Francia, Tunisia, Italia e Stati Uniti. Tuttavia, la fornitura di foglie di carciofo per uso medicinale proviene principalmente da coltivazioni di Paesi europei, ovvero Italia, Francia, Germania, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, e Stati Uniti, Regno Unito. Esistono circa 300 varietà di C. cardunculus in tutto il mondo, per lo più originarie di Italia, Francia e Spagna, ma solo alcune cultivar sono utilizzate specificamente per la coltivazione di carciofi ad uso medicinale, tra cui:
  • Salus chocke®, coltivato da SALUS Haus (Bruckmühl, Germania);
  • Cynamed™, di proprietà di Martin Bauer GmbH (Vestenbergs greuth, Germania);
  • Green Globe e Imperial Star, entrambi commercializzato da N.L. Chrestensen (Erfurt, Germania);
  • Pharmasaat (Artern, Germania).
In un sondaggio del 2014 su 2.359 consumatori adulti della Finlandia, Germania, Italia, Romania, Spagna e Regno Unito, gli integratori alimentari a base di foglie di carciofo risultano essere in terza posizione nella classifica dei più venduti (Spagna, al primo posto e in Germania al secondo). Negli Stati Uniti, per ragioni non del tutto chiare, le vendite di integratori a base di foglie di carciofo sono relativamente basse.
STORIA E SIGNIFICATO CULTURALE
Immagini pittoriche di carciofo dipinte sulle pareti del tempio e sulle tombe dei faraoni ne dimostrano l’uso e l’importanza nell’antico Egitto. Il botanico medico greco Pedanius Dioscorides (ca. 40–ca. 90 d.C.), nel suo De Materia Medica, descrisse l’uso della radice come deodorante e anche a beneficio di stomaco, fegato, vescica e dei reni. Il nome del genere Cynara deriva dal greco Κυνάρα, che significa “carciofo”. Secondo altri autori,  Cynara deriverebbe dal latino “cinis” che significa cenere. Infatti era consuetudine concimare la carciofaia con la cenere per rendere più fertile la terra. Secondo la mitologia classica Greca, Cynara, era una bella ninfa dai capelli color cenere che avrebbe fatto innamorare nientemeno che il sommo Giove e, sua moglie, Giunone, gelosa e a dir poco irritata dall’ennesima scappatella extraconiugale del marito, l’avrebbe cosi’ trasformata in una pianta di carciofo, spinosa ed inaccessibile. Il nome comune inglese carciofo deriva dall’Arabo ḥaršuf, che ha portato ad alcachofa in spagnolo, artichaut in francese e articiocco in italiano, da cui il nome Arti-coca fu usato per la prima volta nel 1542 dal botanico tedesco Leonhart Fuchs (1501–1566), in seguito chiamato Artischock dall’olandese medico Gemma Frisius (1508–1555). La parola siriaca ‘akkūḇā, riferendosi a C. cardunculus, può essere meglio tradotta come “cardo”, paragonabile all’aramaico ebraico ‘akkōḇīṯā, che significa “un pungiglione di cardo” e l’arabo ‘akk .b, che significa “globo-cardo”. Nella sua opera del 1737 Genera Plantarum, il botanico svedese Carlo Linneo (1707–1778) assegnò il nome del genere Cynara, e nella sua opera del 1753 Species Plantarum, descrisse tre specie:
  • Cynara cardunculus con habitat l’isola di Creta;
  • C. humilis con habitat Tingatano (oggi nord del Marocco) e la Baetica (l’odierna Andalusia, Spagna peninsulare meridionale);
  • C. scolymus con habitat l’Italia (in particolare Sicilia) e Gallia Narbonensis (Galìa di Narbonne), che oggi comprende le regioni di Linguadoca e Provenza nel sud della Francia.
Linneo descrisse tre varietà di C. scolymus ed elencò C. cardunculus come specie distinta derivata da un genitore e non un ibrido. Un’indagine etnofarmacognostica del 2004, sui rimedi utilizzati nella Lucania centrale, nel sud Italia ha riferito che le parti aeree del C. cardunculus selvatico vengono decotte insieme con parti aeree di Scrophularia canina (Scrophularia canina, Fam. Scrophulariaceae) e Potentilla strisciante (Potentilla reptans, Fam. Rosaceae) come preparato antireumatico e applicato come impacco. In un’indagine etnobotanica del 2000 sulle piante medicinali coltivate negli orti domestici in Catalogna, Spagna, il 14% degli intervistati ha riferito di utilizzare C. cardunculus come abortivo e il 5% ha riferito di utilizzare C. scolymus come epatoprotettivo. Nella medicina popolare greca, le foglie fresche polverizzate di C. cardunculus, ricoperte di olio d’oliva, vengono applicati localmente per alleviare il dolore della dentizione del bambino. Anche i fiori vengono lavorati per dar vita al caglio vegetale per la produzione di formaggio in diverse regioni. Ad esempio il Djben, un formaggio fresco tradizionale, è prodotto in Algeria con il latte crudo di pecora, mucca o capra, coagulato con fiori secchi di C. cardunculus selvatico senza l’uso di coltura starter. Djben può essere fatto facendo macerare il fiori di specie diverse (C. cardunculus, C. cardunculus var. scolymus, o C. humilis) in diverse tipologie di latte, a seconda di ciò che è disponibile in diverse regioni del Maghreb (Algeria, Libia, Mauritania, Marocco, Tunisia) e Sahara occidentale, dove questo formaggio è una specialità. All’inizio del XX secolo, il mafioso siciliano Ciro “The Artichoke King” Terranova (1888-1938) gestiva un racket di estorsioni di carciofi a New York City, intascando un valore stimato di 1 milione di $ all’anno attraverso il monopolio. Nel dicembre 1935, il sindaco di New York Fiorello La Guardia (1882-1947), vietò la vendita, l’esposizione e il possesso di carciofi in tutti i luoghi pubblici. Tre giorni dopo la proclamazione del sindaco, il racket dell’estorsione dei carciofi, fu smantellato e il divieto fu revocato. Nel 1948, all’età di 22 anni, Marilyn Monroe (1926-1962) fu scelta come madrina per l’inaugurazione della “Artichoke Queen” a Castroville, California, il luogo della prima coltivazione di carciofi negli Stati Uniti e del Festival del carciofo. Nel 1985 è entrata a far parte del volume 1 della prima edizione della Pharmacopée Africaine, la monografia “Flos Cynarae scolymus”, compresi i test per l’identificazione, la composizione, la purezza, e concentrazione. Tra le indicazioni di uso ci sono il trattamento del fegato e disfunzioni renali, come diuretico e per l’arteriosclerosi. Nel 1988 la Commissione E tedesca ha pubblicato la monografia “Cynarae folium” (Artischockenblätter)  (revisionato nel 1990), sotto forma di foglie tagliate, essiccate, spremute fresche di piante o altri preparati galenici, indicati per l’uso come coleretico (che favorisce la secrezione biliare) e per problemi dispeptici. Nel 2006 è stata pubblicata una monografia di qualità per le foglie di carciofo nel quinto supplemento alla quinta edizione della Farmacopea Europea (PhEur 5.5). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato nel 2009 la Monografia “Cynarae folium”. Nel quarto volume delle monografie sulle piante medicinali, sono elencati gli usi medici supportati da dati clinici per il trattamento dei disturbi digestivi (ad es. dispepsia, sensazione di pienezza, flatulenza, nausea, mal di stomaco e vomito) e per il trattamento adiuvante dell’ipercolesterolemia da lieve a moderata. Nello stesso anno è stata ammessa una monografia anche per l’estratto secco a base di foglie di carciofo descritta nella Ph. Eur. 6.3. Nel 2011, e nella sua revisione del 2018, l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha pubblicato una monografia per il carciofo che ha sostituito la Monografia della Commissione E tedesca ai fini dell’autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione europea (UE).
ATTUALI USI AUTORIZZATI IN COSMETICI, ALIMENTI E MEDICINALI
In Italia, le foglie ed estratti di carciofo possono essere utilizzati negli integratori alimentari, predisponendo una documentazione a supporto e la procedura di notifica al Ministero della Salute. Lo stabilimento autorizzato  seguirà  buone pratiche di fabbricazione e le normative HACCP. Negli USA le foglie di carciofo sono classificate come generalmente sicure (GRAS) dalla FDA, ma specificamente per l’uso come sostanza aromatizzante naturale solo nelle bevande alcoliche. In Canada, la foglia essiccata è regolamentata come ingrediente attivo di NHP (Natural Healt Product) autorizzati, che richiedono un’autorizzazione preventiva da parte della direzione dei prodotti sanitari naturali e senza prescrizione (NNHPD). Integratori alimentari a base di foglie di carciofo con requisiti di qualità come da farmacopea possono essere etichettati e commercializzati con le seguenti funzioni:
  • per aiutare ad alleviare i disturbi digestivi, come l’indigestione –> Funzione digestiva;
  • come coleretico per aiutare ad aumentare il flusso biliare –> Funzione epatica;
  • eliminazione dei gas intestinali;
  • funzioni depurative dell’organismo;
  • metabolismo dei lipidi (trigliceridi e colesterolo);
  • antiossidante.
Le infiorescenze (capitula) del Carciofo sono utili per:
  • Funzione digestiva;
  • Funzione epatica;
  • Drenaggio dei liquidi corporei;
  • Funzionalità delle vie urinarie.
Gli integratori si trovano in forme di dosaggio che includono polvere di foglie essiccate ed estratti standardizzati (ad esempio, estratto fluido, decotto o infuso di tisane, tintura o estratto secco). Nell’UE, i preparati a base di foglie di carciofo possono essere utilizzati come un ingrediente attivo dei medicinali vegetali tradizionali registrati (THMP) etichettati con l’indicazione terapeutica per il sollievo sintomatico di disturbi digestivi come dispepsia con sensazione di pienezza, gonfiore e flatulenza. Per questo utilizzo la foglia di carciofo può essere preparata nelle seguenti forme:
  1. foglie essiccate tagliate per tisane;
  2. foglie essiccate in polvere;
  3. estratto secco acquoso di foglie essiccate (rapporto droga/estratto 2-7,5:1);
  4. estratto di foglie fresche (D/E 15-35:1);
  5. estratto molle acquoso di foglie fresche (D/E 15-30:1) etanolo (20% VV);
  6. estratto di foglie essiccate (D/E 2,5-3,5:1).
Le foglie essiccate utilizzate per la produzione di THMP registrati devono essere conformi agli standard di qualità come da monografia della Farmacopea Europea (Cynarae folium PhEur o Cynarae folii extractum siccum PhEur). Inoltre, l’utilizzo di un estratto di foglie di carciofo nei prodotti cosmetici è autorizzato nell’UE specificamente per la funzione di condizionamento della pelle (per mantenere la pelle in buono stato). Si valutano nuovi potenziali usi per gli estratti delle foglie di carciofo come additivi alimentari per contribuire ad aumentare la durata di conservazione degli alimenti.
RICERCA MODERNA
Le preparazioni a base di foglie di carciofo hanno un uso tradizionale come trattamento per i disturbi digestivi (ad es. dispepsia), come coleretico, e per il loro effetto ipolipemizzante, effetti epatoprotettivi, antiossidanti, diuretici e antiaterogeni. Questi benefici per la salute sono stati riportati in più studi, inclusi modelli animali, studi preclinici, fitochimici, di laboratorio e clinici sull’uomo. Le proprietà antiossidanti della foglia di carciofo e le caratteristiche attività ipolipemizzanti ed epatoprotettive sono state attribuite agli acidi mono e dicaffeoilchinici (cinarina e acido clorogenico), acido caffeico, lattoni sesquiterpenici, flavonoidi (compresi i glicosidi luteolin-7-O-rutinoside, luteolin-7-O-glucoside e luteolin-4-O-glucoside). Altri costituenti del complesso fitochimico includono fitosteroli, tannini, acido glicolico e glicerico, zuccheri, inulina ed enzimi. Il sapore amaro naturalmente presente nelle foglie di carciofo è attribuito alla cinaropicrina, un lattone sesquiterpenico. Questo profilo fitochimico è specifico delle foglie di carciofo (Cynarae folium), ma l’alto contenuto di inulina delle altre parti di pianta del carciofo è degno di nota, principalmente nell’infiorescenza e nelle brattee esterne. Attualmente, l’inulina è ricercata per i suoi benefici come prebiotico, che può promuovere la crescita di batteri positivi dell’apparto gastrointestinale. Recenti studi clinici hanno dimostrato gli effetti ipolipemizzanti del carciofo, epatoprotettivi, e il miglioramento dei sintomi gastrointestinali legati alla dispepsia funzionale e alla sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Molteplici studi di meta-analisi e revisioni sistematiche hanno hanno valutato gli effetti dei preparati di carciofo sulla salute cardiovascolare e sui relativi parametri. Sahebkar et al. (2018) ha eseguito una meta-analisi e una revisione sistemica sugli effetti dell’estratto di foglie di carciofo sull’uomo. Dal totale di nove studi esaminati e 702 soggetti, Sahebkar et al. hanno riportato diminuzioni significative sulle concentrazioni ematiche del colesterolo totale e del colesterolo LDL. Nessun effetto significativo è riportato per i livelli di trigliceridi e colesterolo HDL. Gli studi recensiti hanno mostrato diversi livelli di dosaggio, durata del trattamento e standardizzazione degli estratti. Dopo una revisione sistematica e una meta-analisi dose-risposta di studi clinici eseguita da Hemati et al. (2021) si è scoperto che l’integrazione di preparati al carciofo ha ridotto la circonferenza della addome. I dati, tuttavia, non hanno mostrato cambiamenti significativi del peso corporeo né dell’indice di massa corporea (IMC). Un’eccezione è costituita dai pazienti ipertesi, infatti in un’analisi di sottogruppo si è mostrata una significativa riduzione del peso corporeo. Panahi et al. (2018) hanno evidenziato gli effetti dell’integrazione di estratto di foglie di carciofo sulla steatosi epatica non alcolica. Inoltre è stata riportata una riduzione del girovita e del IMC. Jalili et al. (2020) dopo una revisione sistematica e una meta-analisi hanno correlato l’uso del carciofo con una diminuzione significativa della glicemia a digiuno. I risultati di diversi studi suggeriscono che le foglie di carciofo aiutano a ridurre i sintomi gastrointestinali e migliorare la qualità della vita in soggetti con dispepsia funzionale e sindrome da colon irritabile. Yoon et al. 2011 e Rahimi et al. 2012 hanno entrambi rivisto gli stessi due studi per la gestione della sindrome dell’ intestino irritabile. In una revisione sistematica Cochrane del 2009, si è valutato l’uso di estratto di foglie di carciofo per il trattamento dell’ipercolesterolemia. Gli autori evidenziano la segnalazione di rari effetti avversi solo lievi e transitori. Autorevoli monografie erboristiche sconsigliano l’uso di preparati a base di carciofo a soggetti con ipersensibilità alle Asteraceae e/o con malattie epatobiliari.
ADULTERAZIONE
Secondo un sondaggio del 2012 sugli erboristi che lavorano a Marrakech, Marocco, le radici di Kherchouf (Cynara cardunculus) sono comunemente confuse al mercato con le radici di Tasskra (Echinops spinosissimus subsp. fontqueri, Asteraceae). Le foglie di carciofo negli integratori alimentari sono soggetti ad adulterazione (ad es. prodotti dimagranti) o alla sostituzione deliberata con altri ingredienti a basso costo. Di conseguenza, un è fondamentale un approccio molecolare basato sul riconoscimento genetico (estratti DNA certificati) tramite PCR. L’analisi del DNA consente la rapida differenziazione di diverse specie del genere Cynara (C. cardunculus, C. cardunculus var. scolymus, C. humilis e C. syriaca) e potrebbe essere applicato all’analisi di prodotti commerciali per la loro corretta identificazione.
SOSTENIBILITÀ E PROSPETTIVE FUTURE
L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN)  assegna al C.cardunculus la categoria di conservazione di minor preoccupazione (LC, Least Concern), il che significa che non è minacciato nel suo complesso in Europa. Tuttavia, la specie è classificata come vulnerabile in Francia, mentre non lo è in Italia. Cynara cardunculus subsp. zingaroensis è classificata come vulnerabile a livello regionale in Sicilia. Le maggiori collezioni di germoplasma del cardunculus si trovano in Italia, Francia e Spagna. Tuttavia, l’espansione commerciale e la coltivazione di singole varietà uniformi ha portato a una riduzione della diversità. In Italia e Francia sono coltivate solo poche varietà su vaste aree. In Spagna, un singolo ecotipo, la Blanca de Tudela, rappresenta il 90% della produzione. L’analisi della variazione genetica del genere Cynara e i loro parenti è importante per la conservazione della biodiversità in particolare per quanto riguarda la sicurezza alimentare. In Europa, il carciofo si classifica come la quarta coltura alimentare più importante. Cynara tournefortii è classificata come specie vulnerabile in Portogallo, estremamente rara in Marocco e in grave pericolo di estinzione in Spagna. Cynara baetica è estremamente rara in Marocco e vulnerabile in Spagna e Cynara algarbiensis è elencata come specie vulnerabile in Spagna. Uno studio del 2020 ha suggerito che C. cardunculus potrebbe diventare una coltura modello per l’adattamento ai cambiamenti climatici a causa della capacità della specie di crescere in terreni aridi e marginali. Il seme la sua germinazione e l’insediamento delle piantine di C. cardunculus in genere non sono influenzate negativamente dagli stress abiotici (causate nelle piante da siccità, inondazioni, temperature estreme) che sono ulteriormente esacerbate dai cambiamenti climatici. In un contesto di incertezza per gli agricoltori a causa del cambiamento climatico e l’inquinamento ambientale, C. cardunculus sembra essere una pianta che può essere coltivata su terreni marginali inadatti ad altre colture, fornendo così agli agricoltori un sostegno economico da programmare per il futuro. I contenuti presenti su questo sito non vanno intesi come sostitutivi del parere del medico. I prodotti presentati nel sito non sono medicinali ma rimedi tradizionali che contribuiscono al mantenimento del benessere psicofisico.
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